VAR: perché parliamo se la chiamiamo “moviola”?


E’ Fabrizio Bocca, dalle colonne virtuali de la Repubblica Sport, a trarre il primo bilancio sull’utilizzo della Video Assistant Referee. Solo dopo due giornate di campionato. Sembra essere una finestra temporale assai irrisoria per bocciare un esperimento – ripetiamo ancora una volta insieme: esperimento! – in partenza vista anche la confusione, non indifferente, che aleggia tra l’opinione pubblica e la stessa stampa: quante volte la VAR è stata denominata magicamente “moviola in campo“? Ecco, appunto.

Il bilancio di Bocca tocca dieci punti e non risparmia nemmeno il nome “buono più che altro per i giochi di parole“. Nel mirino del giornalista, per farla breve, il “baraccone” da trasferta, quello composto dagli arbitri, dai tecnici e dagli addetti alla sicurezza; il gesto dell’arbitro effettivo nel segnalare, in aria, lo schermo della tv, “una dichiarazione di resa precisa: non ci ho capito un tubo vado a vedere“; l’uso spropositato da VAR e la deresponsabilizzazione dell’arbitro.

Sarebbe stata – forse, molto forse – un’analisi da prendere sul serio se Bocca non fosse caduto su un episodio cruciale di Genoa-Juventus, quello in cui l’arbitro rileva un calcio di Rugani su Galabinov. Ma non il fuorigioco millimetrico pochi istanti prima del giocatore del Genoa. Qui, per rispondere, utilizzo in prestito le parole di Luca Marelli.

L’episodio ci consente di chiarire incidentalmente un altro punto del protocollo che non è stato pienamente compreso.
Il fuorigioco può essere sottoposto ad esame da parte della VAR?
La risposta, genericamente, è NO. La risposta è negativa se intendiamo il fuorigioco come fattispecie a sé stante cioè un qualsiasi fuorigioco.
In realtà il fuorigioco deve essere valutato in due specifiche situazioni:
– segnatura di una rete
– episodio sviluppatosi negli istanti immediatamente successivi ad un fuorigioco punibile.

E’ chiaro che, nell’episodio di Genova, il fuorigioco diventa parte stessa di una valutazione complessiva su una fattispecie espressamente prevista dal protocollo: l’assegnazione di un calcio di rigore.

 

L’avete cercata e finalmente ottenuta. Non la moviola ma qualcosa che potesse riparare all’errore umano. Ora tenetevi il VAR, la VAR, i maxi-recuperi e le polemiche anche se quelle non si consumeranno mai!

Qui, forse, ad essere confusi, Fabrì, non sono gli arbitri…

 

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